SENTIERO ESTETICO

Bellezza –  Piacere –  Arte : medicine per il corpo e l’Anima

La Via ESTETICA si propone come un paradigma alternativo di cura e guarigione  rispetto a quella cultura dell’ANESTESIA alla quale ci ha abituati e condizionati l’approccio medico-psicologico, educativo, politico, esistenziale dell’occidente moderno. Di fronte ad ogni male, fallimento, tragedia, fatica, malattia  si ricorre ad un intervento riparativo, una cura che allevia, riduce, copre, elimina, ” aggiusta”, riporta alla normalità, o almeno ci dà questa illusione. Un bypass sensoriale ed emotivo che ci priva della nostra innata capacità di cavalcare l’intensità del vivere, la bellezza dell’esperienza totalizzante, soprattutto quando la vita ci sfida e ci chiama, con corpo e Anima,  ad essere semplicemente PRESENTI ! L’attitudine Estetica presuppone un corpo aperto, ricettivo, sensibile. Di fronte alla chiusura e alla perenne difesa in cui viviamo i canali che ci aiutano ad esporci e lasciarci pervadere sono quelli del PIACERE  e della Bellezza.  

Corpo

“…Dove c’è un corpo c’è dolore e festa “. F. Arminio

L’approccio estetico alla vita, – dal verbo greco αἰσθάνομαι, (aisthánomai), percepire , conoscere attraverso i sensi – sposta la nostra interazione con il reale da un piano concettuale, funzionale ad un piano sensoriale mediato dall’emozione e il simbolo. Al centro, il CORPO.

Accorgendoci, nel corpo, della vibrazione che intercorre tra noi e le cose, restando nella presenza, diveniamo consapevoli di quale relazione ci connette al mondo, se di apertura o di chiusura , di Amore o paura, crescita o stagnamento, godimento o  anestesia.

La via estetica è la via di riattivazione del piacere e della fisicità,  l’allenamento verso una sensorialità potenziata, consapevole, fluente in cui trova spazio anche il dolore nei suoi aspetti vivi ed evolutivi.

Una personalità estetica è sana, vibrante, inclusiva, autentica, capace di abitare il corpo fino in fondo e vivere profondamente le esperienze della vita. La bellezza è un attivatore di eros, forza creativa e vitale, ed anche portale di accesso al divino, che si rivela a noi nell’attimo del rapimento estatico e della meraviglia.

 

Bellezza

L‘Anima ha un bisogno sostanziale di bellezza. Le neuroscienze ne documentano il potere terapeutico e riequilibrante sul sistema nervoso.

“ La bellezza arresta il moto “ scrive Sant’Agostino : ci induce a fermarci, a sospendere ogni processo interpretativo e di giudizio e a varcare quella soglia che ci trasporta in una dimensione smarginata, atemporale, dilatata, in uno spazio fuori dal Kronos– tempo lineare che nel mito divora i suoi figli-. 

Di fronte al Bello, stupore e gratitudine affiorano dal cuore come spontanei moti sorgivi. La meraviglia (mirabilia) è l’attimo del miracolo (miraculus). Nell’istante estetico accade la magia, ci si ritrova trasmutati, inesorabilmente vivi ed espansi, la visione trascende l’ordinario.

L’Anima si nutre di questi stati di apertura sull’infinito. Occorre riconoscerli, esercitarli, renderli risorsa quotidiana! Occorre rieducarsi a un innamoramento ininterrotto e fluente, tornare a  commuoversi, partecipare del miracolo della rivelazione.

Ogni momento estetico è un vissuto trasformativo. La bellezza è negli occhi di chi la guarda e la natura ci allena ad aprire gli occhi e i sensi su altre dimensioni e vedere più in profondità, a farci poeti, pittori, danzatori dell’invisibile.

La Natura ci riavvicina alla bellezza autentica delle cose, sfuggente, imperfetta, fragile, impermanente, e ci riaccompagna ad amare noi stessi riconoscendoci portatori delle stesse qualità..

 

“La bellezza è per ricercatori di fessure,

di soglie segrete,

di fili pressoché invisibili.”

A. Casati

Arte

“E poi, ho la natura e l’arte e la poesia, e se questo non è sufficiente, che cosa posso volere di più?” (Vincent van Gogh)

L’arte è il tramite per accedere al mistero inafferrabile e indefinibile della bellezza. 

Non per forza  l’ARTE come destino, come grande vocazione ma quella nascosta tra le pieghe brulicanti di ogni Anima alla ricerca  del suo ordine, della sua forma.  

Le parole arte, ritmo e ordine  hanno tutti una medesima antica radice , rt. 

In questa ricerca del proprio ordine l’arte diviene il linguaggio personale che permette di comunicare la vibrazione del cuore, ne coglie la nota e la rende udibile, è un ponte tra dentro e fuori.

L’ arte apre a nuovi ascolti di sé e dell’altro, svela mondi intimi, coglie sottigliezze, canalizza Verità.

Mobilita le funzioni dell’emisfero destro sede dell’intuizione , della capacità visionaria, dell’energia femminile poetica e mitopoietica. La poesia è una narrazione di ombre, di cose celate, di piccoli misteri, di ciò che è visibile solo al cuore. Nella poesia, non sono la compiutezza e la perfezione che parlano, da Anima ad Anima, ma l’accenno, l’assenza nostalgica, il prezioso sussurro impercettibile, ciò che rimane nelle retrovie.

Ogni atto artistico è poiesis, infinita possibilità di riscrittura dell’esistenza. 

L’arte ha un potenziale sovversivo capace di distruggere assiomi e ordini e creare equilibri nuovi; come ci insegna l’antica tragedia greca, è catastrophè e catarsi , prima un precipitare e poi un rinascere.

La Natura si fa contenitore di questa caduta, ci accoglie nudi e tremanti e ci restituisce liberi e integri. Ci accompagna in quel viaggio nel caos da cui si generano “stelle danzanti“.

La Natura si mostra per simboli, l’arte ci permette di coglierli, dargli forma, comunicarli. Ci insegna a valorizzare tutte le forme espressive che narrano del nostro nucleo più intimo, anche quello più cupo e ferito. 

Ci chiede di danzare, disegnare, comporre fiabe e poemi, a modo nostro, che è l’unico modo possibile. Ci chiede di liberare il nostro canto all’unisono con il sussurro delle fronde nel vento e del trillo della cascata. Ci invita ad annusare i colori di ogni stagione ed intingerne i nostri umori, danzare la dissolvenza delle nuvole, stanare il suono di timide presenze di vita tra l’erba e il cuore, con l’occhio accorto di un ricercatore del sacro.

“Fate scaturire da voi stessi il canto di voi stessi, a modo vostro, che è l’unico modo possibile “
J. Kerouack

Praticheremo

  • Immaginazione attiva e creativa

  • danza energetico evocativa

  • pratiche corporee a mediazione simbolica
  • scrittura intuitiva, autobiografica e narrativa / journaling

  • poesia e letture ecopoetiche

  • fotografia evocativa

  • teatro immaginale e psicodramma

  • manualità creativa e produzioni artigianali con elementi naturali

  • colori, disegno, pittura intuitiva 

  • libero gioco, leggerezza, psicomagia