I temi che tratto e sviluppo in questo blog vogliono essere radici, radici di conoscenza. Così come le radici nel mondo vegetale consentono alla pianta ancoraggio e nutrimento, allo stesso modo la conoscenza, nutrimento dell’anima, è premessa di centratura, evoluzione, ramificazione e fioritura in ogni essere umano. Puoi riprodurre e diffondere ciò che tra queste pagine ti nutre e fa crescere. Fallo con responsabilità e rispetto, citando la fonte. Riconoscerai il valore del mio lavoro e te ne sarò grata. I temi che tratto e sviluppo in questo blog vogliono essere radici, radici di conoscenza. Così come nel mondo vegetale le radici garantiscono alla pianta ancoraggio e nutrimento, allo stesso modo la CONOSCENZA è, per l’essere umano, quel nutrimento dell’ Anima fondamentale per un destino di centratura, evoluzione, e fioritura, individuale e culturale. Puoi riprodurre e diffondere ciò che tra queste pagine ti nutre e fa crescere. Fallo con responsabilità e rispetto, citando la fonte. Riconoscerai il valore del mio lavoro e te ne sarò grata. Visione immaginale : sogno, mito, narrazione Fortis imaginatio generat casum UNA FORTE IMMAGINAZIONE GENERA L’EVENTO. M.de Montaigne Nello scorrere ordinario delle nostre vite quotidiane, tra attività, faccende, pensieri, azioni, decisioni, comunicazioni…, coscienti e consapevoli, o meno, viviamo continuamente immersi in un flusso di immagini e rappresentazioni in grado di comporre un’idea strutturata e codificata di realtà, di noi stessi e del nostro e altrui modo di operare e muoversi nel mondo. Questo piano mentale, ordinario di coscienza è strutturato per modelli appresi ed è necessario a renderci adattabili, integrati, funzionali a un sistema sociale, fatto di riferimenti cognitivi, linguaggi e valori condivisi e riconosciuti collettivamente. Nel nostro intimo, da un luogo profondo, interiore e e …. siamo abitati dalle immagini dell’Anima, il nostro paesaggio più intimo, l’essenza dell’ interiorità, autentica, libera, incontaminata….Sono, queste, entità complesse, energeticamente ricolme di vita, collegate al sentire del cuore. Impasto di percezioni, emozioni, sensazioni, sogni, umori, bisogni, ricordi, intenzioni, in gran parte inconsci e universali…esse sono eidola, ovvero idee di natura numinosa, perché recano il seme del disegno divino. Invisibili, impalpabili, sono misteriose forze in grado di accompagnare tutta la nostra vita. Ed influenzarla e condizionarla, fintantoché non vengono riconosciute e, dal buio dell’inconscio, portate alla luce. Per Jung ed Hillman questo è il mondo degli archetipi, per platone , delle idee, …..——-dobbiamo imparare ad essere in grado di distinguere le immagini dei codici sociali da quelle dell’anima, naturali ed entrare e uscire dai due mondo come indodssando degli abiti ( jung) In realtà tutto è immagine, non possiamo pensarci in altro modo che come flusso di immagini. Non è possibile isolare un mondo oggettivo – comprensivo dell’idea di noi- al di là delle nostre sensazioni, proiezioni e credenze. Tutto ciò che accade nelle nostre vite, è come qualcosa che sgorgando dal profondo luogo dell’Anima, si manifesta ” come un film” nel nostro campo di materia , vibrazioni e interconnessioni. jung diceva , cio che non è compreso si proietta all’esteno come eventi….Solo in un processo di ritiro delle proiezioni possiamo accedere al nucleo delle cose, al Vero, che di per sé è inconoscibile e inafferrabile perché in continuo flusso e mutamento. L’essenza delle cose si rivela nell’attimo che subito dopo svanisce – così è infatti la natura delle immagini – ed è un incontro di natura estetica. Per la fisica quantistica la realtà non è altro che un flusso di coscienza. E’ in nostro potere divenirne co-creatori facendoci artisti della proiezione di immagini, registi consapevoli dei processi e delle trame, capaci di ascoltare l’eidolon, il dio, in ogni evento, oggetto, relazione, e maturando verso il suo disegno una fede incrollabile ! Nell’ Anima sono custodite le immagini della nostra storia individuale, generazionale, culturale,.. ognuna con i suoi nodi oscuri e i suoi segreti potenti. Ogni contenuto della nostra Anima è intrecciato e intessuto senza soluzione di continuità con l’Anima Mundi, il campo di Amore primordiale e generativo della Natura, principio unificante, vitalità universale ( Platone, e poi Hillman). In questa dimensione universale ogni immagine ha natura archetipale, ha ,cioè, un’impronta originaria, immutabile in ogni luogo e tempo della storia. Il mondo immaginale è qui, nell’incontro tra individuale e universale, tra narrazione cosciente e appartenenza archetipale, dove i confini dell’IO sfumano in qualcosa di più vasto. Con questo loro potere dinamico, attivo e metamorfico le immagini dell’Anima sono la creazione narrativa delle nostre esistenze. Ogni accadimento, evento, incontro, ostacolo, condizione della nostra vita altro non è che la manifestazione di una immagine, un flusso di coscienza che si fa forma nella materia. Noi siamo narrazione, siamo la costruzione immaginifica della nostra psiche. Noi siamo infinite narrazioni. Percepiamo la realtà attraverso la lente delle nostre credenze e convinzioni consce e inconsce, delle nostre emozioni cristallizzate, ma in sé, nulla ha oggettività. Tutto ciò che percepiamo è in realtà un SIMBOLO, un riverbero della nostra interiorità, un ponte unificante tra un dentro e un fuori ( simbolo è qualcosa che collega, mette insieme, dal greco sun ballo). Non esiste separazione tra le due realtà ma solo una tessitura di relazioni, un campo vibrante tra materia e spirito, un luogo di incontro dove possiamo ritrovare la nostra vera natura che è energia, flusso, campo di coscienza, in ultima analisi, vacuità, pura essenza, sogno. La nostra vita, così come ce la raccontiamo, è dunque solo un sogno che possiamo intenzionalmente e coscientemente cambiare. (E dunque se la realtà non è altro che il riflesso del nostro mondo interiore, cambiando il mondo interiore possiamo cambiare la realtà. ) L’APPROCCIO IMMAGINALE CONDUCE A DEPROGRAMMARE QUELLE narrazioni SOCIALI ADATTATE, CONDIZIONATE DA SCHEMI CHE NON CI APPARTENGONO, PER RESTITUIRCI LA LIBERTA DI ESSERE SECONDO NATURA. E lo fa attraverso il ritiro delle proiezioni, rinforzando le facoltà della mente-cuore che vedono in profondità, nitidamente, colgono l’essenza, le immagini non contaminate, sviluppano l’intuizione e l’interconnessione, colgono le tessiture invisibili, ascoltano e accolgono il vero, senza paura. Qualsiasi cammino di recupero dell’Anima passa per un dialogo inclusivo e pacificatorio con le immagini oscure e perturbate della nostra interiorità, le trame nascoste, i condizionamenti di cui siamo schiavi. Affidarsi ad una psicologia dell’Anima significa tornare a vivere con consapevolezza e autenticità integrando
Visione immaginale : sogno, mito, narrazione
I temi che tratto e sviluppo in questo blog vogliono essere radici, radici di conoscenza. Così come le radici nel mondo vegetale consentono alla pianta ancoraggio e nutrimento, allo stesso modo la conoscenza, nutrimento dell’anima, è premessa di centratura, evoluzione, ramificazione e fioritura in ogni essere umano. Puoi riprodurre e diffondere ciò che tra queste pagine ti nutre e fa crescere. Fallo con responsabilità e rispetto, citando la fonte. Riconoscerai il valore del mio lavoro e te ne sarò grata. I temi che tratto e sviluppo in questo blog vogliono essere radici, radici di conoscenza. Così come nel mondo vegetale le radici garantiscono alla pianta ancoraggio e nutrimento, allo stesso modo la CONOSCENZA è, per l’essere umano, quel nutrimento dell’ Anima fondamentale per un destino di centratura, evoluzione, e fioritura, individuale e culturale. Puoi riprodurre e diffondere ciò che tra queste pagine ti nutre e fa crescere. Fallo con responsabilità e rispetto, citando la fonte. Riconoscerai il valore del mio lavoro e te ne sarò grata. Visione immaginale : sogno, mito, narrazione Fortis imaginatio generat casum UNA FORTE IMMAGINAZIONE GENERA L’EVENTO. M.de Montaigne Nello scorrere ordinario delle nostre vite quotidiane, tra attività, faccende, pensieri, azioni, decisioni, comunicazioni…, coscienti e consapevoli, o meno, viviamo continuamente immersi in un flusso di immagini e rappresentazioni in grado di comporre un’idea strutturata e codificata di realtà, di noi stessi e del nostro e altrui modo di operare e muoversi nel mondo. Questo piano mentale, ordinario di coscienza è strutturato per modelli appresi ed è necessario a renderci adattabili, integrati, funzionali a un sistema sociale, fatto di riferimenti cognitivi, linguaggi e valori condivisi e riconosciuti collettivamente. Nel nostro intimo, da un luogo profondo, interiore e e …. siamo abitati dalle immagini dell’Anima, il nostro paesaggio più intimo, l’essenza dell’ interiorità, autentica, libera, incontaminata….Sono, queste, entità complesse, energeticamente ricolme di vita, collegate al sentire del cuore. Impasto di percezioni, emozioni, sensazioni, sogni, umori, bisogni, ricordi, intenzioni, in gran parte inconsci e universali…esse sono eidola, ovvero idee di natura numinosa, perché recano il seme del disegno divino. Invisibili, impalpabili, sono misteriose forze in grado di accompagnare tutta la nostra vita. Ed influenzarla e condizionarla, fintantoché non vengono riconosciute e, dal buio dell’inconscio, portate alla luce. Per Jung ed Hillman questo è il mondo degli archetipi, per platone , delle idee, …..——-dobbiamo imparare ad essere in grado di distinguere le immagini dei codici sociali da quelle dell’anima, naturali ed entrare e uscire dai due mondo come indodssando degli abiti ( jung) In realtà tutto è immagine, non possiamo pensarci in altro modo che come flusso di immagini. Non è possibile isolare un mondo oggettivo – comprensivo dell’idea di noi- al di là delle nostre sensazioni, proiezioni e credenze. Tutto ciò che accade nelle nostre vite, è come qualcosa che sgorgando dal profondo luogo dell’Anima, si manifesta ” come un film” nel nostro campo di materia , vibrazioni e interconnessioni. jung diceva , cio che non è compreso si proietta all’esteno come eventi….Solo in un processo di ritiro delle proiezioni possiamo accedere al nucleo delle cose, al Vero, che di per sé è inconoscibile e inafferrabile perché in continuo flusso e mutamento. L’essenza delle cose si rivela nell’attimo che subito dopo svanisce – così è infatti la natura delle immagini – ed è un incontro di natura estetica. Per la fisica quantistica la realtà non è altro che un flusso di coscienza. E’ in nostro potere divenirne co-creatori facendoci artisti della proiezione di immagini, registi consapevoli dei processi e delle trame, capaci di ascoltare l’eidolon, il dio, in ogni evento, oggetto, relazione, e maturando verso il suo disegno una fede incrollabile ! Nell’ Anima sono custodite le immagini della nostra storia individuale, generazionale, culturale,.. ognuna con i suoi nodi oscuri e i suoi segreti potenti. Ogni contenuto della nostra Anima è intrecciato e intessuto senza soluzione di continuità con l’Anima Mundi, il campo di Amore primordiale e generativo della Natura, principio unificante, vitalità universale ( Platone, e poi Hillman). In questa dimensione universale ogni immagine ha natura archetipale, ha ,cioè, un’impronta originaria, immutabile in ogni luogo e tempo della storia. Il mondo immaginale è qui, nell’incontro tra individuale e universale, tra narrazione cosciente e appartenenza archetipale, dove i confini dell’IO sfumano in qualcosa di più vasto. Con questo loro potere dinamico, attivo e metamorfico le immagini dell’Anima sono la creazione narrativa delle nostre esistenze. Ogni accadimento, evento, incontro, ostacolo, condizione della nostra vita altro non è che la manifestazione di una immagine, un flusso di coscienza che si fa forma nella materia. Noi siamo narrazione, siamo la costruzione immaginifica della nostra psiche. Noi siamo infinite narrazioni. Percepiamo la realtà attraverso la lente delle nostre credenze e convinzioni consce e inconsce, delle nostre emozioni cristallizzate, ma in sé, nulla ha oggettività. Tutto ciò che percepiamo è in realtà un SIMBOLO, un riverbero della nostra interiorità, un ponte unificante tra un dentro e un fuori ( simbolo è qualcosa che collega, mette insieme, dal greco sun ballo). Non esiste separazione tra le due realtà ma solo una tessitura di relazioni, un campo vibrante tra materia e spirito, un luogo di incontro dove possiamo ritrovare la nostra vera natura che è energia, flusso, campo di coscienza, in ultima analisi, vacuità, pura essenza, sogno. La nostra vita, così come ce la raccontiamo, è dunque solo un sogno che possiamo intenzionalmente e coscientemente cambiare. (E dunque se la realtà non è altro che il riflesso del nostro mondo interiore, cambiando il mondo interiore possiamo cambiare la realtà. ) L’APPROCCIO IMMAGINALE CONDUCE A DEPROGRAMMARE QUELLE narrazioni SOCIALI ADATTATE, CONDIZIONATE DA SCHEMI CHE NON CI APPARTENGONO, PER RESTITUIRCI LA LIBERTA DI ESSERE SECONDO NATURA. E lo fa attraverso il ritiro delle proiezioni, rinforzando le facoltà della mente-cuore che vedono in profondità, nitidamente, colgono l’essenza, le immagini non contaminate, sviluppano l’intuizione e l’interconnessione, colgono le tessiture invisibili, ascoltano e accolgono il vero, senza paura. Qualsiasi cammino di recupero dell’Anima passa per un dialogo inclusivo e pacificatorio con le immagini oscure e perturbate della nostra interiorità, le trame nascoste, i condizionamenti di cui siamo schiavi. Affidarsi ad una psicologia dell’Anima significa tornare a vivere con consapevolezza e autenticità integrando
Visione immaginale : sogno, mito, narrazione
I temi che tratto e sviluppo in questo blog vogliono essere radici, radici di conoscenza. Così come le radici nel mondo vegetale consentono alla pianta ancoraggio e nutrimento, allo stesso modo la conoscenza, nutrimento dell’anima, è premessa di centratura, evoluzione, ramificazione e fioritura in ogni essere umano. Puoi riprodurre e diffondere ciò che tra queste pagine ti nutre e fa crescere. Fallo con responsabilità e rispetto, citando la fonte. Riconoscerai il valore del mio lavoro e te ne sarò grata. I temi che tratto e sviluppo in questo blog vogliono essere radici, radici di conoscenza. Così come nel mondo vegetale le radici garantiscono alla pianta ancoraggio e nutrimento, allo stesso modo la CONOSCENZA è, per l’essere umano, quel nutrimento dell’ Anima fondamentale per un destino di centratura, evoluzione, e fioritura, individuale e culturale. Puoi riprodurre e diffondere ciò che tra queste pagine ti nutre e fa crescere. Fallo con responsabilità e rispetto, citando la fonte. Riconoscerai il valore del mio lavoro e te ne sarò grata. Visione immaginale : sogno, mito, narrazione Fortis imaginatio generat casum UNA FORTE IMMAGINAZIONE GENERA L’EVENTO. M.de Montaigne Nello scorrere ordinario delle nostre vite quotidiane, tra attività, faccende, pensieri, azioni, decisioni, comunicazioni…, coscienti e consapevoli, o meno, viviamo continuamente immersi in un flusso di immagini e rappresentazioni in grado di comporre un’idea strutturata e codificata di realtà, di noi stessi e del nostro e altrui modo di operare e muoversi nel mondo. Questo piano mentale, ordinario di coscienza è strutturato per modelli appresi ed è necessario a renderci adattabili, integrati, funzionali a un sistema sociale, fatto di riferimenti cognitivi, linguaggi e valori condivisi e riconosciuti collettivamente. Nel nostro intimo, da un luogo profondo, interiore e e …. siamo abitati dalle immagini dell’Anima, il nostro paesaggio più intimo, l’essenza dell’ interiorità, autentica, libera, incontaminata….Sono, queste, entità complesse, energeticamente ricolme di vita, collegate al sentire del cuore. Impasto di percezioni, emozioni, sensazioni, sogni, umori, bisogni, ricordi, intenzioni, in gran parte inconsci e universali…esse sono eidola, ovvero idee di natura numinosa, perché recano il seme del disegno divino. Invisibili, impalpabili, sono misteriose forze in grado di accompagnare tutta la nostra vita. Ed influenzarla e condizionarla, fintantoché non vengono riconosciute e, dal buio dell’inconscio, portate alla luce. Per Jung ed Hillman questo è il mondo degli archetipi, per platone , delle idee, …..——-dobbiamo imparare ad essere in grado di distinguere le immagini dei codici sociali da quelle dell’anima, naturali ed entrare e uscire dai due mondo come indodssando degli abiti ( jung) In realtà tutto è immagine, non possiamo pensarci in altro modo che come flusso di immagini. Non è possibile isolare un mondo oggettivo – comprensivo dell’idea di noi- al di là delle nostre sensazioni, proiezioni e credenze. Tutto ciò che accade nelle nostre vite, è come qualcosa che sgorgando dal profondo luogo dell’Anima, si manifesta ” come un film” nel nostro campo di materia , vibrazioni e interconnessioni. jung diceva , cio che non è compreso si proietta all’esteno come eventi….Solo in un processo di ritiro delle proiezioni possiamo accedere al nucleo delle cose, al Vero, che di per sé è inconoscibile e inafferrabile perché in continuo flusso e mutamento. L’essenza delle cose si rivela nell’attimo che subito dopo svanisce – così è infatti la natura delle immagini – ed è un incontro di natura estetica. Per la fisica quantistica la realtà non è altro che un flusso di coscienza. E’ in nostro potere divenirne co-creatori facendoci artisti della proiezione di immagini, registi consapevoli dei processi e delle trame, capaci di ascoltare l’eidolon, il dio, in ogni evento, oggetto, relazione, e maturando verso il suo disegno una fede incrollabile ! Nell’ Anima sono custodite le immagini della nostra storia individuale, generazionale, culturale,.. ognuna con i suoi nodi oscuri e i suoi segreti potenti. Ogni contenuto della nostra Anima è intrecciato e intessuto senza soluzione di continuità con l’Anima Mundi, il campo di Amore primordiale e generativo della Natura, principio unificante, vitalità universale ( Platone, e poi Hillman). In questa dimensione universale ogni immagine ha natura archetipale, ha ,cioè, un’impronta originaria, immutabile in ogni luogo e tempo della storia. Il mondo immaginale è qui, nell’incontro tra individuale e universale, tra narrazione cosciente e appartenenza archetipale, dove i confini dell’IO sfumano in qualcosa di più vasto. Con questo loro potere dinamico, attivo e metamorfico le immagini dell’Anima sono la creazione narrativa delle nostre esistenze. Ogni accadimento, evento, incontro, ostacolo, condizione della nostra vita altro non è che la manifestazione di una immagine, un flusso di coscienza che si fa forma nella materia. Noi siamo narrazione, siamo la costruzione immaginifica della nostra psiche. Noi siamo infinite narrazioni. Percepiamo la realtà attraverso la lente delle nostre credenze e convinzioni consce e inconsce, delle nostre emozioni cristallizzate, ma in sé, nulla ha oggettività. Tutto ciò che percepiamo è in realtà un SIMBOLO, un riverbero della nostra interiorità, un ponte unificante tra un dentro e un fuori ( simbolo è qualcosa che collega, mette insieme, dal greco sun ballo). Non esiste separazione tra le due realtà ma solo una tessitura di relazioni, un campo vibrante tra materia e spirito, un luogo di incontro dove possiamo ritrovare la nostra vera natura che è energia, flusso, campo di coscienza, in ultima analisi, vacuità, pura essenza, sogno. La nostra vita, così come ce la raccontiamo, è dunque solo un sogno che possiamo intenzionalmente e coscientemente cambiare. (E dunque se la realtà non è altro che il riflesso del nostro mondo interiore, cambiando il mondo interiore possiamo cambiare la realtà. ) L’APPROCCIO IMMAGINALE CONDUCE A DEPROGRAMMARE QUELLE narrazioni SOCIALI ADATTATE, CONDIZIONATE DA SCHEMI CHE NON CI APPARTENGONO, PER RESTITUIRCI LA LIBERTA DI ESSERE SECONDO NATURA. E lo fa attraverso il ritiro delle proiezioni, rinforzando le facoltà della mente-cuore che vedono in profondità, nitidamente, colgono l’essenza, le immagini non contaminate, sviluppano l’intuizione e l’interconnessione, colgono le tessiture invisibili, ascoltano e accolgono il vero, senza paura. Qualsiasi cammino di recupero dell’Anima passa per un dialogo inclusivo e pacificatorio con le immagini oscure e perturbate della nostra interiorità, le trame nascoste, i condizionamenti di cui siamo schiavi. Affidarsi ad una psicologia dell’Anima significa tornare a vivere con consapevolezza e autenticità integrando
PROVA DI ARTICOLO IN ELEMENTOR
I temi che tratto e sviluppo in questo blog vogliono essere radici, radici di conoscenza. Così come le radici nel mondo vegetale consentono alla pianta ancoraggio e nutrimento, allo stesso modo la conoscenza, nutrimento dell’anima, è premessa di centratura, evoluzione, ramificazione e fioritura in ogni essere umano. Puoi riprodurre e diffondere ciò che tra queste pagine ti nutre e fa crescere. Fallo con responsabilità e rispetto, citando la fonte. Riconoscerai il valore del mio lavoro e te ne sarò grata. Aggiungi qui il testo del titolo D. Cosa significa ‘pensare col corpo’? R. Un quadro appeso storto ci dà fastidio, istintivamente. Perché? Siamo abituati a considerare le scelte estetiche come scelte mentali. In realtà l’estetica è radicata nel corpo, ha una base biologica. La sezione aurea la troviamo nelle piante, negli animali, nelle conchiglie e poi, certo, anche in architettura, nelle finestre, o in un quadro. Ma ciò non toglie che esista da prima dell’uomo e che costituisca la base biologica della nostra percezione estetica. Quando siamo in accordo con queste leggi naturali proviamo una sensazione di benessere. Quando siamo in disaccordo, creiamo una dissonanza, siamo a disagio. Siamo ‘fisicamente’ a disagio, tutti. Il modo in cui è strutturato uno spazio condiziona quello in cui si struttura il corpo. Uno spazio ti modifica a livello fisico. Uno spazio che ti priva della visione laterale, come un viale stretto da palazzi alti, ti porta ad una condizione di disagio: è come vivere con il paraocchi. Una piazza o un panorama molto ampio ti aprono invece a una condizione viscerale di benessere. Poi questa risposta fisica può essere ignorata o presa in considerazione. La sfida del’pensare col corpo’ è quella di ricoscere e onorare queste sensazioni in situazioni anche più complesse rispetto al quadro storto, ma in cui comunque il corpo risponde con altrettanta immediatezza e chiarezza. D. Come si impara a ‘pensare col corpo’? R. Non si impara, semplicemente si smette di inibire qualcosa che c’è già. Prendiamo la differenza tra un campione e un fuoriclasse. Essa sta nel fatto che quest’ultimo non inibisce le qualità corporee. Vi attinge a piene mani. Non ha qualcosa in più. Semmai ha meno sovrastrutture mentali. E’ come la storiella della formica che incontra il millepiedi e gli chiede: ’Con tutte quelle gambe, come fai a non inciampare mai?’. Lui, per rispondere, comincia a pensarci su e da allora non riuscì più a camminare. Gran parte dell’educazione motoria e sportiva che riceviamo ci insegna un modo cerebrale di essere nel corpo. Anche una ballerina di danza classica assume posizioni che sarebbero impensabili in una scimmia e in un bambino. Eppure un bambino di due anni si muove con una grazia e una coordinazione incredibili. L’educazione motoria ci insegna movimenti da robot. Braccia tese in avanti o incrociate di lato. Sono movimenti inventati dalla testa, innaturali. Se vogliamo stimolare l’intelligenza del corpo dobbiamo seguire quello che farebbe il corpo, spontaneamente. ‘L’esplorazione fuori è finita, mentre è tempo che cominci quella dentro’, dice il noto alpinista ed esploratore Walter Bonatti. D. Del resto abbiamo fatto ricorso, per secoli, alla metafora del corpo come macchina. Una macchina meravigliosa, ma una macchina. R. Il punto è che vi sono dei periodi, sia da un punto di vista storico che individuale, in cui la mente sente il bisogno di controllare il gioco. Per gli uomini è stato importante pensare di essere al centro dell’universo, proprio per una questione di sicurezza, di identità. Non è stato solo un errore di tipo astronomico. E’ stato un bisogno culturale. Nel momento in cui questa sicurezza non è più stata così vitale è potuta arrivare la rivoluzione copernicana. L’idea di non essere al centro dell’universo non ci mandava più in frantumi. Lo stesso accade nel rapporto tra corpo e mente. In certe epoche è stato importante pensare che l’anima e le emozioni fossero nella testa. Si faceva girare la testa attorno al corpo, come si faceva girare il sole attorno alla terra. Questa fase storica e culturale è tramontata e alcune persone capiscono che la testa è stata creata in funzione del corpo, non viceversa. D. Vuol dire che ci stiamo lasciando alle spalle un periodo storicamente adolescenziale? R. Anche da un punto di vista storico, probabilmente, l’adolescenza è una tappa obbligata. Nell’adolescenza l’attività mentale prende il sopravvento. E’ il momento in cui sei più dotato fisicamente per giocare a scacchi o programmare un computer. Magari non diventi campione a diciassette anni, perché ti serve anche l’esperienza, ma quello è il periodo in cui hai la massima capacità di astrazione. Per questo gli adolescenti sono così insicuri. Danno molta importanza a come appaiono. Se non sei radicato nel corpo, senti che la situazione è precaria. Negli ultimi secoli abbiamo sviluppato tecniche di movimento, gusti estetici, un’educazione, ma anche una musica e un’architettura, che incrementavano il controllo cerebrale. Adesso, visto che già l’abbiamo, possiamo permetterci di cavalcare liberamente, invece di continuare a stordire il cavallo. D. Veniamo all’oggi. Che cosa ci aiuta a ristabilire un contatto con il corpo e con la sua intelligenza? R. Statisticamente una donna in gravidanza è una pensatrice corporea. La sopravvivenza del feto costringe a radicarsi nel corpo. Ma, a parte questo, potrei rispondere che non puoi fare arte se non pensi col corpo. Solo quando sei in profondo contatto con la tua anima e con il tuo corpo puoi esprimere qualcosa di trascendente. Al corpo puoi arrivare anche perché costretto da una malattia. La malattia ti porta spesso al punto in cui capisci che non puoi continuare a fare una cosa solo perché la tua mente lo vuole. Sei costretto a guardare quello che ti succede veramente. Se hai uno stomaco che digerisce anche i sassi non ti accorgi degli effetti che hanno i cibi su di te. Quando cominci ad avere qualche problema, sei costretto a fare attenzione a quello che mangi. La malattia spesso ti obbliga a mettere un freno all’onnipotenza della testa. Ti costringe a sentire, come la gravidanza. D. Che cosa invece ci aiuta
